• 12/08/2018

Chloe Benjamin: la morte non fa paura, ma vivere davvero sì

Chloe Benjamin: la morte non fa paura, ma vivere davvero sì

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La chiamano legge della conservazione della massa. Oppure, con nome ancora più criptico, postulato fondamentale Di Antoine Laurent de Lavoisier. Perché il primo a enunciare che nel ciclo della Natura “nulla si crea, nulla si distrugge, tutto si trasforma è stato il chimico, biologo, filosofo ed economista nato a Parigi nel 1743. E morto sulla ghigliottina a 51 anni, nel 1794, dal momento che non riuscì a convincere i magistrati che non esercitava più da tre anni la professione di esattore delle tasse in appalto. La leggenda vuole che il giudice, Jean Baptiste Coffinhal, a chi gli faceva notare che non si può condannare a morte uno scienziato di quel calibro, rispose: “La République n’a pas besoin de savants”. Come dire che è piuttosto antico il vizio di pensare che la cultura non serva al progresso sociale.

Ma questa è un’altra storia. Anche se il ricordo di Lavoisier ritorna leggendo un romanzo passato forse un po’ inosservato. Ma che vale la pena andare a cercare. L’ha scritto una trentenne americana di San Francisco, che adesso vive a Madison, Wisconsin: Chloe Benjamin. Di lei si è detto un gran bene fin dal libro di debutto, “Anatomy of dreams”. Con “Gli immortalisti”, la sua opera seconda tradotta da Enrica Budetta per Rizzoli (pagg. 441, euro 20), ha saputo costruire un puzzle di storie complesso, ambizioso, originale e ben congegnato. Entrando di forza nella top ten delle migliori opere di narrativa degli States secondo il “New York Times”.

È l’estate del 1969. Ma loro, i fratelli Gold, sono troppo piccoli per raggiungere Woodstock, sognare un mondo nuovo seguendo i concerti di Carlos Santana e Jimi Hendrix, Richie Havens  e Janis Joplin, Grateful Dead e The Who, rotolarsi liberi nel fango, bere la pioggia e scoprire le meraviglie del sesso. Simon, Klara, Daniel e Varya devono inventare altri giochi per vincere la voglia di non far niente in quell’estate appiccicosa di umidità. E allora decidono di rispondere al richiamo del mistero. Uno di loro ha sentito dire in giro che in un certo palazzo di New York vive una donna veramente strana. Perché riesce a prevedere esattamente la data della morte di tutti quelli che vogliono conoscerla.

E loro ci provano. Raccattano un po’ di monetine, raggiungono l’anonima abitazione e, a turno, si fanno leggere il futuro dalla scialba fattucchiera. A dire il vero, escono da lì con un misto di rabbia, delusione e paura dentro di sé. Tanto da scegliere la via del silenzio. Tenere per sé il responso della veggente.

Ma la vita è ben più complessa di una seduta di chiaroveggenza. Riserva sorprese inaspettate, cambia le carte in tavola senza rivelare dove sta il trucco. Infatti, poco dopo, i quattro fratelli scordano la strega davanti a qualcosa di assai più concreto e drammatico: la morte del padre. Lutto che apre un abisso nella loro famiglia. Visto che la madre, Gertie, finisce per aggrapparsi in maniera spasmodica a Simon, il figlio più giovane. E rischia di naufragare tra le ombre della sua malinconia nel momento esatto in cui lui, insieme alla sorella Klara, decide di partire per San Francisco senza nemmeno avvisarla. Perché lì, tra le mura di casa, non potrebbe mai confessare agli altri e a se stesso che lui ama gli uomini. E vuole vivere quel richiamo sessuale così prepotente in completa libertà e incoscienza.

Chloe Benjamin segue il divenire delle vite di Simon, di Klara, che fa l’impossibile per realizzare il suo sogno di diventare una star dell’illusionismo, di Daniel, che si troverà all’improvviso ai margini del lavoro per aver fatto il proprio dovere con scrupolosa inflessibilità, fino all’annunciato appuntamento con la Morte. Ma è davvero la premonizione della veggente che si avvera, o sono invece loro, i tre fratelli, a fare l’impossibile per bruciare i loro giorni senza salvare nemmeno un briciolo di speranza per il domani? A consumare con inesorabile determinazione il tempo che è stato loro concesso, perché tanto all’appuntamento con il proprio destino non si scappa?

Sarà Varya, la sorella più introversa, la donna che ha fatto della sua vita un deserto per non soffrire, per non scoprire quanto fragili sono i corpi degli altri, in tutto uguali al suo, anche se lei preferisce non toccarli. nemmeno sfiorarli, a capire che non è la Morte lo spauracchio principale della Vita. Ma è la trasformazione a mettere un vero punto fermo, a sancire il cambiamento, a imporre la svolta. E allora sarà lì, nel coraggio di non nascondersi più, di guardare negli occhi gli aspetti della più oscuri dell’esistenza, che troverà la risposta.

Perché la Morte, tutto sommato, fa meno paura del dover affrontare a viso aperto gli aspetti più spigolosi della Vita.

Capace di raccontare con implacabile precisione, e partecipata emozione, gli intrecci di sentimenti che rendono magnifica e terribile la condizione familiare, Chloe Benjamin costruisce un romanzo luminoso e bello. Su cui incombe la domanda cui tutti cerchiamo sempre di sfuggire: cosa faresti se sapessi quando tutto finirà? Sapendo bene che la fine può essere una comoda via di fuga per non confrontarsi mai, per davvero, con se stessi.

<Alessandro Mezzena Lona

 

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