• 20/09/2020

Susanna Tamaro, un grande amore senza nulla tacere

Susanna Tamaro, un grande amore senza nulla tacere

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Dicono che sia molto più difficile far piangere che strappare una risata. Se, poi, devi raccontare i sentimenti, l’amore, la mancanza di una persona, il fitto intreccio di contraddizioni che anima un rapporto di coppie, allora la sfida diventa davvero complicata. Perché a ogni parola, a ogni frase, a ogni snodo del racconto, si materializza lo spettro della retorica. Prende forma la trappola che attende ogni scrittore quando di mette a inventare un nuovo intreccio. Una trappola che si chiama banalità.

Susanna Tamaro non ha mai avuto paura delle sfide fatte di parole. Fin a quando ha esordito nel 1989 con “La testa fra le nuvole”, per catturare due anni dopo l’attenzione e la stima di un grande maestro del cinema e del fantasticare come Federico Fellini con lo splendido “Per voce sola”. E non si è fermata nemmeno quando il suo romanzo più famoso, “Va’ dove ti porta il cuore”, ha incontrato un’incomprensibile, ottusa diffidenza da parte di qualche critico. Perché, alla resa dei conti, quel testo ha ottenuto un successo mondiale quantificabile in sedici milioni di copie vendute. E una marea di edizioni in tutte le lingue, che continuano ad attirare l’attenzione di sempre nuovi lettori.

Forse è per questo che Susanna Tamaro ha sentito l’urgenza di scrivere “Una grande storia d’amore”. Perché si è resa conto che in un tempo in cui spopolano i cuoricini sui social network, e si parla di sentimenti, tradimenti, problemi di coppia alla tivù, alla radio, sui giornali, troppo spesso lasciando che dilaghino la retorica e la banalità, raccontare una grande storia d’amore senza mai abbassare gli occhi davanti alle difficoltà della vita è davvero difficile. Lei stessa, la scrittrice nata a Trieste, che da molti anni vive nella campagna tra Terni e Orvieto, ammette che il nuovo libro pubblicato dalla casa editrice Solferino (pagg. 288, euro 17) è nato come se una febbre creativa si fosse impossessato della sua immaginazione. Come se una voce, dall’interno, le dicesse che era urgente provare a riparare tutte le sciocchezze scritte sull’amore e dintorni, negli ultimi anni.

Questa e altre storie sono state al centro di un incontro con Susanna Tamaro a Pordenonelegge 2020. Una delle pochissime apparizioni dal vivo della scrittrice che, ormai da tempo, ha diradato al massimo gli incontri pubblici e gli impegni ufficiali.

“Una grande storia d’amore” si inserisce perfettamente tra i rami dell’albero genealogico letterario di Susanna Tamaro. Sì, perché Andrea e Edith, i due protagonisti, sono legati da una forte assonanza con i personaggi, con le voci narranti di “Va’ dove ti porta il cuore”, di quello splendido libro di debutto che è “Illmitz”, che Bompiani ha pubblicato appena nel 2014 perché molti editori non avevano capito e apprezzato il suo valore. Il nuovo romanzo affonda anche le radici nel magma autobiografico e letterario dell’opera più intima e dolorosa della scrittrice triestina: “Ogni angelo è tremendo”, arrivata nelle librerie nel 2013.

Andrea è un capitano di mare. È un uomo che è stato educato, e ha completato poi il suo percorso, seguendo una disciplina militare decisamente ferrea. Lui è l’uomo che “salva quelli che annegano”. Lui è l’innamorato che non guarda mai oltre l’orizzonte di Erica, perché s’illude che quella donna darà alla sua vita una stabilità necessaria. Ma le certezze troppo forti, si sa, sono fatte per finire gambe all’aria. E quando, un giorno a casa, su un traghetto diretto in Grecia compare Edith, il capitano capisce che non sarà facile liberarsi dallo sguardo ribelle di quella ragazza così affascinante e sfuggente.

Edith, in realtà, è un nome di fantasia. Ma questo Andrea lo scoprirà soltanto dopo. Dopo che lei sarà rimasta bloccata nel suo piccolo appartamento, a Venezia, mentre per le calli dilagava l’acqua alta. Dopo che avrà respinto la sua proposta di matrimonio, gettando a terra l’anello che lui aveva scelto con tanta emozione. Dopo che gli avrà fatto capire di essere una ribelle, una che crede nelle lotte studentesche, una che non ha capito ancora bene che cosa si aspetta dalla vita.

Non basterà che Andrea dica addio a Erica con il cuore spaccato in due dal rimorso e dalla malinconia. Non servirà nemmeno che Edith sparisca, che poi riappaia a bordo di una nave, una sera che il capitano ha bevuto troppo e cerca di rimettere a posto un vassoio di frutta fresca urtato senza accorgersene. Non servirò nemmeno, a spegnere quella storia d’amore, il fatto che Edith ritorni da lui con una bambina, Amy. Una figlia arrivata forse troppo in fretta, e di certo non amata da quello che è stato un compagno transitorio. Un padre che non ha mai avuto intenzione di recitare quel ruolo, fin dal primo momento.

Ma Edith stessa, per tutta la vita, continuerà a ripetere che lei non ha mai pensato di accettare il suo vero nome. Di calarsi in un ruolo che sente lontanissimo dai propri desideri: “Credi che sia disposta a fare Patrizia per tutta la vita? – urlerà ad Andrea, quando lui avrà scoperto come si chiama davver o-. La mogliettina che aspetta, ti adora e sforna pargoli per te?”.

L’amore non è fatto di frasette sciocche e sciroppose scritte sui muri. Non è soltanto tenersi per mano al tramonto in riva al mare. E non è nemmeno chiudere gli occhi davanti alle contraddizioni di chi si vuole avere accanto per un tempo infinito. Susanna Tamaro dà voce e corpo, con una scrittura limpida, riflessiva, piena di immaginazione eppure precisa ed efficace, a una storia dove la luce più chiara sbuca all’improvviso da abissi di sofferenza, da sterminate distese di silenzi, da parole dette con rabbia e disattenzione. Perché la vita è questo. Un alternarsi di sogni e disillusioni, di albe spettacolari e tramonti inquietanti.

“Una grande storia d’amore” è il lungo viaggio narrativo di una voce sola. Che materializza sul palcoscenico dei ricordi le figure di Edith-Patrizia, della piccola Amy, che sceglierà la sfida del mondo grande, al di là delle finestre di casa, con lo stesso senso di ribellione provato da sua madre. Un monologare, uno scavare nelle macerie della realtà, uno scrutare i corpi che si arrendono ai segni del tempo, un accettare i desideri dell’altro. Fino a fare posto all’idea che, sì, lui, il capitano che odiava le api tanto vezzeggiate e curate dalla donna amata, nel suo nome accetterà di imparare tutti i segreti di quella società di insetti così misteriosa e ammirevole.

“Una grande storia d’amore” scorre, sotto gli occhi di chi legge, come una lunghissima lettera d’amore scritta da Andrea a una Edith che non c’è più. Dove il cuore dei personaggi rivela il suo universo fatto di luce e tenebre, di dettagli, incomprensioni, gesti bellissimi e meschine cattiverie. In un affresco di delicata e dirompente umanità, scritto con l’eleganza e l’implacabile lucidità che caratterizza il percorso letterario di Susanna Tamaro.

<Alessandro Mezzena Lona

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